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Omelia 1° Gennaio 2024

Omelia 1° Gennaio 2024

“Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, 

meditandole nel suo cuore”

Lc 2, 16-21

Cari fratelli e sorelle! Auguri! Un nuovo anno ci è stato dato!  Ma per noi cristiani, ancora affascinati dalla luce che è scesa a illuminare i nostri cuori, riempiti dalla gioia di un Dio che si è fatto bambino per “porre la sua tenda in mezzo a noi”, l’inizio del nuovo anno acquista un colore del tutto particolare che riempie di significato e speranza l’anno nuovo.  Un anno donato, per noi cristiani, significa un anno in più affidatoci per realizzare in noi il progetto di Dio. Come abbiamo ascoltato nella prima lettura, Dio benedice il tempo che ci dona, anzi manda il suo Spirito dentro la nostra vita perché sa che l’uomo, suo figlio, ha sempre bisogno del Padre. Ecco perché la Chiesa celebra l’arrivo di un nuovo anno: per offrirlo all’Emmanuele, il Dio con noi, che solo può riempirlo di significato.  Capodanno per noi cristiani è anche Festa di Maria, Madre di Dio. La Chiesa ci propone come modello per tutto l’anno l’atteggiamento di Maria che, come ci ricorda il Vangelo, medita tutte le cose successe nella nascita del figlio.  Anche noi, abbiamo bisogno di fermarci, durante l’anno, ogni giorno, e lasciarci illuminare dalla Parola che ci salva, che ci nutre e che ci dà vita. Abbiamo bisogno di capire come interpretare e sistemare le cose che ci accadono nella nostra vita. Maria è colei che accoglie la sfida di Dio, che fa della propria vita il luogo in cui il Signore può manifestarsi, per questo ci viene proposta come esempio cristiano che “sintetizza nel segreto” le varie manifestazioni di Dio che avvengono nella sua vita. Potremmo dire che Maria mette ordine! Nella traduzione italiana viene perso il significato originale della parola greca che indica il meditare di Maria. Letteralmente Maria “mette assieme i vari simboli”, cioè cuce la propria vita e ciò che le accade per scorgervi il progetto di Dio.  Inoltre, il primo gennaio, è la giornata mondiale di preghiera per la Pace. Il dono della pace, annunciato dagli angeli agli uomini amati dal Signore, è –purtroppo- un dono troppe volte svenduto e manipolato. Le tragiche immagini di centinaia di bambini vittime delle nostre inutili guerre sono davanti ai nostri occhi e ci spingono a pregare con fede e serietà perché l’uomo accolga il dono della Pace. Ma, attenzione, pregare non basta: solo se ciascuno di noi diventa operatore di pace, facendo dei gesti di non-violenza concreti nella propria vita, schierandosi a favore della solidarietà e della giustizia, potremo sognare un mondo diverso per i nostri figli. Le grandi guerre non sono altro che la somma delle nostre piccole guerre e i grandi egoismi la somma dei nostri piccoli egoismi… E che tristezza vedere che, proprio nei paesi di più antica tradizione cristiana, ci si scanna come bestie! Il dono della pace va coltivato da cuori pacificati e pacificatori, capaci di quel sentimento di benevolenza che per il cristiano è la logica conseguenza del suo incontro con Dio. Proprio come ha fatto Maria, che nei momenti di inquietudine, di smarrimento, ha continuato a confidare in Dio! Maria, è colei che nel suo cuore ha permesso che crescesse il grano e la zizzania, ossia non si è spaventata della sofferenza, del dolore, dell’angoscia ma ha sempre avuto fiducia nel piano del Signore, sapendo che colui che miete, al tempo opportuno, è Dio, nostro creatore e custode.  Cari fratelli e sorelle, Dio ci abita. Dio è qui. A noi accoglierlo come Maria, nel silenzio e nello stupore, per essere illuminati dalla sua Parola, riempiti della sua pace, fecondati dal Suo Amore, e fare così del tempo che ci è donato un inno di grazie alla sua misericordia:

Signore Gesù, sei Tu l’Atteso delle genti, la speranza dell’umanità. Tu solo puoi saziare i desideri infiniti del nostro cuore, Tu solo puoi colmare di gioia ogni nostra attesa. Tu solo puoi donare lo Spirito che dona luce e forza. Tu solo puoi donare la Parola che rischiara il cammino. Sei Tu la garanzia che questo tempo ha valore, il punto fermo in una storia in cui tutto cambia. Sei Tu la primizia che questi fragili giorni della vita troveranno compimento nell’eterna beatitudine. Amen

Buon anno nel Signore cari fratelli e sorelle, lasciamoci stupire e meravigliare dall’amore immenso e misericordioso di Dio!

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