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Omelia Battesimo di Gesù AnnoB

Omelia Battesimo di Gesù AnnoB

«Lava i nostri piedi che prima erano puliti,

ma che si sono sporcati camminando sulla terra per venire ad aprirti»

Mc 1,7-11

Se ci chiedessimo di tanto in tanto quale sia la missione o come abbiamo visto in questi giorni la vocazione che il Signore ci sta affidando o che ci ha affidato, forse riusciremmo più facilmente a trovare il senso della nostra vita. Infatti, viviamo per lo più lasciandoci portare dalla corrente, dall’abitudine, dalle urgenze oppure alimentiamo le nostre fantasie, magari anche i nostri desideri, senza però arrivare mai a concretizzare quel progetto che portiamo nel cuore. Sì, perché cercare di realizzare la missione della propria vita significa inevitabilmente compromettersi. Il Vangelo di Matteo ci presenta, nel testo che la liturgia ci consegna in questa domenica, l’inizio della missione di Gesù (o se volete, vocazione di Gesù) e in questo modo ci mette davanti anche un itinerario, delle tappe, che valgono per ognuno di noi. Prima di tutto infatti Gesù non rimane fermo: non resta in Galilea, dove in qualche modo si era creato anche un contesto familiare (potremmo dire nella sua “comfort zone”) ma ritorna verso il Giordano, un luogo fortemente simbolico per dare inizio alla sua missione. Il Giordano infatti è il luogo che aveva segnato l’ingresso del popolo di Israele nella terra promessa: lì, Giosuè, nome simile a quello di Gesù, aveva preso il popolo per mano e lo aveva accompagnato in questa nuova avventura, ora Gesù prende per mano questo popolo di peccatori, di cui anche noi facciamo parte, e ci invita a seguirlo nella vita eterna, la vita piena. Gesù ci fa vedere un Dio che non rimane distante, ma scende nelle nostre miserie. Di fatti, cosa significa Battesimo? Immersione.  Secondo voi Gesù aveva bisogno di essere battezzato? Certo che no! Lui è il Figlio di Dio, il nostro Salvatore, è senza peccato! Ma allora perché anche lui vuole essere battezzato da Giovanni? Perché si vuole fare in tutto simile a noi. Gesù si immerge in quelle stesse acque dove la gente aveva lasciato i propri peccati. Gesù si lascia sporcare, perché è l’unico modo per sanare quelle acque. Come diceva Nouwen, ne Il guaritore ferito, “se vuoi salvare un bambino intrappolato tra le fiamme di un incendio, devi essere disposto a lasciarti bruciare”🡪 Gesù ci salva confondendosi tra noi peccatori, al punto da essere considerato anche lui, che è l’innocente, un peccatore come noi. Dio invece si fa vicino, diventa accessibile: per Gesù si aprono i cieli, il velo si squarcia, Dio diventa visibile, ne sentiamo la voce. I cieli si aprono in favore di Gesù, ma potremmo anche dire che si aprono a causa sua, perché Gesù rende Dio visibile: “chi vede me vede il Padre”. Quella vicinanza di Dio era stata resa possibile, in precedenza, attraverso la parola dei profeti, poi il cielo si era chiuso, la profezia era cessata. Ora in Gesù i cieli si aprono di nuovo e in modo definitivo, perché Gesù è la parola incarnata che non smetterà mai più di parlarci e di dirci ciò che Lui ha ricevuto: “tu sei mio figlio amato”. 

Però…. C’è sempre un rischio. Fare come Giovanni Battista, il quale rimane meravigliato davanti al modo in cui Dio si rivela in Gesù: questo modo di fare di Gesù sconvolge i suoi schemi e le sue convinzioni, al punto che vorrebbe impedire a Dio di manifestarsi in quel modo. Anche a noi, a volte, Gesù chiede di lasciarlo operare per quanto non sia il modo in cui noi ci saremmo aspettati di vedere l’azione di Dio. Eppure è proprio questo Gesù e non un altro che rivela il vero volto di Dio. È il servo, l’eletto, che «Non griderà né alzerà il tono, non farà udire in piazza la sua voce, non spezzerà una canna incrinata…» (Is 42,1-3). Non sempre siamo pronti e disposti ad accogliere il volto con cui Dio si rivela nella nostra vita. Anche Giovanni Battista deve riconoscere che in Gesù si compie la Scrittura al di là delle sue convinzioni. Dice infatti: «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?» Ma lo lascia fare… Ed ecco che Dio si rivela: lo Spirito di Dio scende su Gesù come una colomba  Che è un’immagine importante che attraversa tutto l’Antico Testamento. Mi viene in mente “la colomba tornò a lui sul far della sera; ecco, essa aveva nel becco un ramoscello di ulivo” (Gn 8,11). Ma potremmo pensare anche allo spirito che aleggiava sulle acque all’inizio della creazione e anche al profeta Giona, il cui nome vuol dire appunto colomba. Gesù immergendosi nel Giordano da inizio alla mistero Salvifico di Dio. Ma in ogni inizio, come sempre, c’è già la fine: Gesù assume fin dall’inizio il suo destino, non si sottrae, ma lo porta a compimento. Infatti, come nel Giordano Gesù si immerge nelle acque. Così sul Golgota Gesù si immerge nella morte e muore per noi: per amore, solo per amore!

Dunque cari fratelli, il Battesimo è un dono meraviglioso che ognuno di noi ha ricevuto perché: abbiamo ricevuto il DNA di Dio. Il DNA dice chi siamo e a chi apparteniamo. E noi siamo di Dio🡪 niente e nessuno lo potrà cancellare: l’immagine di Dio è impressa nella nostra anima, la sua vita entra nella nostra. Come su Gesù, anche al momento del nostro Battesimo su ciascuno di noi è sceso con forza lo Spirito Santo che ci ha purificato, rinnovato e trasformato. In una parola ci ha cristificato! Esempio: tutti noi pecchiamo, c’è poco da fare. Ma quando pecchiamo tradiamo noi stessi (peccato🡪tu). Però non dobbiamo temere perché se facciamo entrare Cristo nella nostra vita (Xto🡪tu), e gli affidiamo i nostri peccati Lui è capace di cancellare i nostri peccati e di liberarci, perché Cristo è venuto per prendersi il peso dei nostri peccati su di lui (Peccato🡪Cristo). Infatti Cristo, che ci ama, si è sacrificato per noi per salvarci e per purificare i peccati di tutto il mondo (Xto🡪peccato).Infatti il battesimo di Gesù, che si lava nella stessa acqua dei peccatori, ci ricorda che abbiamo ricevuto la grazia che ci permette di ricominciare in ogni momento. E questo ci permette di impegnarci a portare a compimento la nostra vocazione, perché sappiamo che il Signore non prenderà mai le distanze da noi!

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