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Omelia del Giorno – 30 marzo 2023

Omelia del Giorno – 30 marzo 2023

“… Abramo è morto, come anche i profeti, e tu dici:

“Se uno osserva la mia parola, non sperimenterà la morte in eterno”.

Sei tu più grande del nostro padre Abramo, che è morto?”

(Gv 8,51-59 qui il testo: bit.ly/2Uz7nSr)

 

Se uno osserva la mia parola, non sperimenterà la morte in eterno.

Ma come?! Gli apostoli sono morti, i santi che certamente hanno osservato la parola di Gesù, sono morti! Che cosa vuol dunque dire Gesù?

Tante persone non vogliono neppure pronunciarla la parola morte. Abbiamo coniato addirittura una serie di termini per sostituire questa parola, quasi che eliminandola possiamo anche eliminare la realtà. Piuttosto che dire: “morire”, si preferisce dire: trapassare, spegnersi, spirare, mancare, chiudere gli occhi, andare nel numero dei più, far l’ultimo viaggio… L’uomo stenta talmente ad accettare la morte che cerca in tutti i modi di nasconderla a sé stesso.

Gesù non nasconde la sorte dell’uomo. Lui stesso subisce la morte. Ma ci dice anche che la morte è un passaggio. Ogni istante della vita è morte, infatti il momento che passa è finito per noi. Ma in Dio, ieri, oggi, domani, sono una cosa sola: si tratta solo di spenderli in vita. Se ogni istante è vivo in Dio, se ogni istante è vissuto sulla sua parola, nulla va perso: la morte è già vinta, già sconfitta, ora.

Ed anche se, come dice S. Paolo, il suo pungiglione ci colpirà, sarà solo per il grande passaggio, il grande compimento in Dio.

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