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Omelia Notte di Natale 2023

Omelia Notte di Natale 2023

“Ora egli viene incontro a noi in ogni uomo e in ogni tempo,
perché lo accogliamo nella fede e testimoniamo nell’amore
la beata speranza del suo regno.”

Cari Fratelli e Sorelle con questa preghiera, che più volte abbiamo ascoltato nel tempo di Avvento, la liturgia vuole alimentare e sostenere la nostra fede nella venuta del Signore. La presenza del Signore non è relegata al passato e quindi alla sua nascita due mila anni fa; neanche alla futura promessa di tornare glorioso alla fine dei tempi. La nascita dell’Emmanuele è segno dell’esserci di Dio nell’oggi di ogni uomo. La liturgia ci offre una pista per accogliere il dono dell’incontro con Dio e perciò mette sulle nostre labbra questa preghiera che esprime la fede nel Signore che: Ora egli viene incontro a noi in ogni uomo e in ogni tempo. In questa SS.ma notte desidero condividere con voi l’esperienza di aver colto il dono della presenza di Dio nella vita di alcuni fratelli che ho incontrato in questo tempo di preparazione al Natale e che mi hanno fatto toccare con mano, come il Signore Gesù è il Dio con noi. Mi limito all’esperienza di un giovane che nel vivere la lontananza dal Signore ha sperimentato il desiderio di vivere alla sua presenza. Quanto da lui raccontato sembra contraddittorio: infatti se estromettiamo una persona dalla nostra vita come possiamo al tempo stesso desiderare la sua presenza? Richiamo due espressioni che ci aiutano a comprendere che quanto sperimentato dal giovane dice non solo quanto prova l’uomo ma anche quale è l’atteggiamento di Dio. Agostino riflettendo nelle Confessioni sulla sua relazione con Dio afferma: ci hai fatti per te, e il nostro cuore non ha posa finché non riposa in te.
Il Santo di Ippona sottolinea così la naturale attrazione che l’uomo ha verso Dio. Il salmista ci dice come Dio si pone davanti all’uomo:

7 Dove andare lontano dal tuo spirito? Dove fuggire dalla tua presenza?
8 Se salgo in cielo, là tu sei; se scendo negli inferi, eccoti.
9 Se prendo le ali dell’aurora per abitare all’estremità del mare,
10 anche là mi guida la tua mano e mi afferra la tua destra.
11 Se dico: «Almeno le tenebre mi avvolgano e la luce intorno a me sia notte»,
12 nemmeno le tenebre per te sono tenebre e la notte è luminosa come il giorno;
per te le tenebre sono come luce. (Salmo 139)
L’orante nel salmo 139 ci mostra Dio che si fa vicino all’uomo anche in quei luoghi
che rappresentano la negazione di Dio. L’Emmanuele si fa vicino all’uomo donandogli
la sua luce. Ti ringraziamo o Signore perché il tuo regno, come nella storia di questo giovane, si realizza ora nella nostra vita. La nascita di Gesù è segno della comunione intima che Dio ha stabilito con il genere umano e diventa per tutti noi segno tangibile del suo essere il Dio con noi. Alcune volte ci può capitare di fare fatica a cogliere la sua presenza nella nostra vita. Forse perché siamo chiusi in relazioni interpersonali superficiali che non si aprono veramente all’incontro degli altri. Può capitarci di vivere una relazione a due che si risolve in una solitudine perché l’incontro con l’altro con la a minuscola non è supportato dall’Altro con la A maiuscola. Quando manca Dio nelle nostre relazioni ci può capitare di sperimentare spazi angusti e orizzonti limitati che ci impediscono di vederlo presente
e operante nella nostra vita. Quando crediamo di vivere una relazione intimistica con Dio che non coinvolge gli altri, ma li esclude, non accettiamo il mistero della sua incarnazione e non lo vediamo nei nostri fratelli. Dio nel suo Figlio ci viene incontro accogliendo il mistero di appartenere come noi ad una famiglia. Tutti come figli e alcuni di noi come genitori ed educatori abbiamo sperimentato la difficile arte di tessere una relazione educativa efficace. Ci piacerebbe avere delle regole sicure da applicare per intessere relazioni familiari autentiche e costruttive. Lo impedisce la pretesa “libertà” di ciascuno, oggi chiaramente affermata. La domanda posta dai genitori è come tessere una relazione efficace anche quando si coglie dai comportamenti che il figlio non sta percorrendo una strada giusta. Credo che si debba ricorre allo stile di Dio, che sempre ci assicura una presenza discreta e amorevole. Mi sembra di poter dire che la discrezione di Dio si esprime nel non essere invadente, nel non imporsi ma proporsi, e nel riconoscere le nostre scelte anche quando queste ci portano lontano da lui. Lo stile di Dio suscita dentro di noi la nostalgia di lui e della sua Parola e ci predispone ad accogliere la sua presenza. L’amore gratuito di Dio testimoniato dai genitori ed educatori ci fa valorizzare il dono della libertà. Questa dinamica viene confermata dalla classica espressione di Agostino: Ama e fa’ ciò che vuoi. Ti ringrazio Signore perché mi hai donato di vederti presente nei genitori che hanno accettato di tessere relazioni educative efficaci accogliendo la sfida di essere come te discreti e amorevoli.
Carissimi Fedeli, insieme al ai Confratelli, vi auguriamo di accogliere il mistero dell’incarnazione sperimentando il dono della sua venuta in tutte le relazioni così come ci insegna a viverle la preghiera della Chiesa: Ora egli viene incontro a noi in ogni uomo e in ogni tempo, perché lo accogliamo nella fede e testimoniamo nell’amore la beata speranza del suo regno.

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